p 191 .

Paragrafo 3 . La persecuzione del dissenso.
     
La   contrapposizione  frontale  fra  la  Chiesa  cattolica  e  quella
protestante  aggrav il clima di intolleranza e di  intimidazione  nei
confronti   dei  dissidenti,  gi  latente  in  entrambe  le   Chiese,
moltiplicandone gli strumenti persecutori.
     L'intolleranza  e  il  fanatismo religiosi,  spesso  collegati  a
motivazioni  politiche  ed  economiche,  avrebbero  inoltre  scatenato
violenti  conflitti fra appartenenti a confessioni  diverse  in  quasi
tutti gli stati europei.
     Abbiamo gi parlato delle vittime della persecuzione religiosa  e
politica  interna  al  fronte protestante, come  gli  anabattisti,  il
cancelliere  inglese Tommaso Moro, mandato al patibolo dal  re  Enrico
ottavo,  e  il  medico spagnolo Michele Serveto, fatto giustiziare  da
Calvino  (vedi capitolo Quindici, paragrafi 3 e 4). In campo cattolico
finirono  nei lacci dell'Inquisizione romana numerosi eretici,  i  pi
noti  dei  quali furono due religiosi di grande spessore culturale,  i
frati domenicani Giordano Bruno (1548-1600) e Tommaso Campanella (1568-
1639).  Le  rivoluzionarie concezioni filosofiche  di  Giordano  Bruno
sulla  struttura dell'universo, che egli considerava infinito, e sulla
stessa religione cristiana, di cui egli riconosceva soltanto il valore
morale,  lo  portarono  a scontrarsi sia con i  cattolici  che  con  i
calvinisti,   cui   si   era  momentaneamente  avvicinato.   Catturato
dall'Inquisizione,  egli  non ritratt le  proprie  affermazioni,  che
ormai  circolavano  stampate in tutta l'Europa, e fu  condannato  come
eretico  e arso a Roma nell'anno 1600, assurgendo a simbolo di martire
del libero pensiero.
     Un  destino  simile tocc a Tommaso Campanella, che  in  Calabria
cerc di opporsi all'oppressione politica e religiosa degli spagnoli e
della  Controriforma. Processato pi volte per eresia, nel 1599  venne
arrestato  per  aver  organizzato  una  congiura  contro  il   dominio
spagnolo;  trascorse quindi ben ventisette anni in carcere,  riuscendo
ad evitare la pena capitale solo fingendosi pazzo. In prigione scrisse
la sua pi celebre opera, La citt del Sole (1602), in cui condens il
suo  credo, ipotizzando una comunit utopistica retta dalla ragione  e
fondata sulla comunione dei beni.
     Ma  la  repressione del dissenso, oltre che colpire  i  religiosi
eretici, si concretizz in un fenomeno di ancora pi vaste dimensioni,
noto  come  "caccia alle streghe". La stregoneria,  che  aveva  radici
profonde  nella  storia dell'uomo, era espressione  di  una  mentalit
collettiva caratterizzata da una concezione magica del mondo,  secondo
la  quale le vicende umane e naturali erano spesso condizionate  dalla
volont  di  forze  occulte. Si riteneva inoltre che  uomini  e  donne
dotati  di poteri straordinari potessero entrare in rapporto con  tali
forze  e spingerle a compiere azioni benefiche o malefiche. Streghe  e
stregoni,  di  propria  iniziativa o per conto  di  altri,  svolgevano
pertanto  pratiche  di  diversi tipi, positive  e  negative:  medicina
rudimentale e magia terapeutica, profezie, ricerca di cose e  persone,
riti  propiziatori a favore della salute degli individui o per il buon
andamento  delle  attivit  agricole, ma anche  fatture  e  male  per
produrre effetti esattamente contrari.
     
     p 192 .
     
     Verso  la fine del Medioevo si diffuse sempre pi questo  secondo
aspetto della stregoneria, che apparve come setta fondata su un  patto
stipulato  con  il demonio, in contrasto con i dogmi  e  i  sacramenti
della  Chiesa. Essa venne pertanto sottoposta ad una intensa  attivit
repressiva  da parte delle autorit religiose, supportate,  a  partire
dalla  met del Quattrocento, da una serie di testi specifici come  il
Malleus  maleficarum  (Martello delle streghe,  1489)  dei  domenicani
Heinrich von Krmer e Jakob Sprenger.
     Con  lo  scontro  fra  cattolici  e  protestanti  la  repressione
divenne  vera  e  propria persecuzione; per entrambe  le  confessioni,
infatti, la caccia alle streghe era un modo per cristianizzare le aree
pi  isolate del mondo rurale, e l'accusa di stregoneria rappresentava
un'arma particolarmente efficace per eliminare dissidenti e avversari.
Tra  il  1550 e il 1650 vennero in tal modo mandate a morte decine  di
migliaia  di  persone;  il fenomeno cominci ad attenuarsi  a  partire
dalla  met  del  diciassettesimo secolo, grazie  anche  ad  un  clima
politico  e  religioso pi disteso e ai primi fermenti di una  cultura
fondata su un'interpretazione razionalistica della realt.
